Il Chievo ci ricasca: ennesima rimonta subita ed estrema delusione a fine partita. Cerchiamo di capire insieme il perché.

Ormai non è più una novità, ma la delusione a fine partita purtroppo è sempre la stessa, anzi forse anche di più. Perché quando succede una volta (Pordenone 1 Chievo 1, gol subito al 91′) si prova rabbia, consapevoli che si poteva ottenere un risultato diverso, ma il desiderio di riscatto prende presto il sopravvento. La seconda volta (Chievo 1 Lecce 2, gol di Falco al 92′) si prova a giustificare la rimonta ammettendo la forza dell’avversario, che, con un attacco da serie A, è normale possa colpire da un momento all’altro. Ma quando succede la terza volta consecutiva (Frosinone 3 Chievo 2, rimontato dallo 0 a 2) la delusione è difficile da digerire e le spiegazioni quasi introvabili.

La domanda prima che sorge spontanea è: perché sempre lo stesso errore? Cosa manca a questo Chievo per blindare il risultato? Cosa scatta nella testa dei giocatori quando sono in vantaggio?

Molti tifosi sostengono che la carenza sia in attacco, altri pensano che sia un aspetto puramente psicologico, qualcuno è convinto che l’errore avvenga nel momento dei cambi, altri limitano il problema alle troppe assenze. Nessuno di noi conosce la verità, probabilmente neanche mister Aglietti, ma urge trovare una risposta per riprendere al più presto l’ottimo cammino che aveva intrapreso il Chievo nella prima parte della stagione. La squadra ha comunque dimostrato di essere unita in ogni circostanza: di galvanizzarsi insieme nel momento di entusiasmo e di cadere in gruppo nei blackout finali del match. Basterà il lavoro quotidiano e il dialogo interno a far superare questo momento di difficoltà? Noi speriamo fortemente di si.

fonte: frosinonecalciomagazine.com

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