Con una lunga intervista sul giornale L’Arena, Alfredo Aglietti si racconta tra presente e futuro. Ecco un estratto della sua intervista.
Quali sono le prime tre qualità che una squadra targata Aglietti dovrebbe avere?
“Deve avere una mentalità offensiva, propositiva, coraggio e personalità. A me piacciono i giocatori che sbagliano e magari risbagliano perchè vanno a prendersi responsabilità. Chi gioca nascosto o fa il compitino non fa per me.”
C’è stato un allenatore che le ha trasferito queste idee? Qual’è stato il suo maestro?
“Quello che mi ha dato più di tutti è stato Cesare Prandelli. Con lui ho trascorso due anni bellissimi. La sua filosofia, che è quella che si è portato anche ora, era tra l’altro molto nuova. Calcio sempre palla a terra e triangolazioni. Lui mi ha aperto una strada”
Cos’ha di diverso il Chievo rispetto ad altri club? E cosa Campedelli?
“Ho sempre avuto la fortuna di non subire pressioni da parte dei presidenti. Parlo di Gozzi e Chiavari come di Corsi a Empoli. Campedelli è così. Ti lascia lavorare, non chiede quasi mai niente. Poi sappiamo che tanto dipende dai risultati. Ma io ho un ottimo rapporto con lui e c’è grande sintonia con l’intero ambiente. Sono felicissimo di essere al Chievo e vorrei restarci per tanti anni, a prescindere dai risultati.”
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Il resto dell’intervista la trovate sul sito larena.it
foto: sabattini