La redazione di Chievo1929.it ha contattato telefonicamente “l’eroe” del derby Dejan Lazarevic. Ecco le sue parole lasciate in esclusiva ai nostri microfoni.
Buongiorno Dejan, attualmente sei svincolato, stai aspettando la chiamata giusta?
Si, sono svincolato, Sto aspettando una chiamata, nel frattempo mi sto allenando da solo. La mia priorità è tornare in Italia, ma adesso è molto più difficile con questo virus. Ho ricevuto qualche chiamata dall’Italia nell’ultimo mercato, ma niente di concreto.
Ci racconti il tuo arrivo al Chievo, come ti sei trovato nella società e con i compagni.
Sono arrivato dopo un buon anno a Modena, ho subito accettato l’accordo con il Chievo perché sognavo di giocare in Serie A. Mi hanno accolto subito benissimo, sono stato facilitato dalla presenza di Bostjan Cesar, sloveno come me, ma tutti sono stati gentili in particolare il capitano Pellissier. Chievo era il posto migliore in cui andare.
Tante buone prestazioni, ma tutti ti ricordano per il gol vittoria nel derby al 92′. Puoi raccontarci quel momento indelebile?
Ricordo benissimo, un’emozione unica. Era appena cambiato il mister e mi ha dato subito fiducia, mi ha messo dentro mezz’ora, quando sono entrato mi sentivo a mille anche fisicamente. Hetemaj ha crossato basso, Acosty ha fatto il velo, pensavo che tirasse perché io non l’ho chiamata, sono arrivato da dietro e ho fatto gol: è stata un’emozione che non si può descrivere, è stato qualcosa di incredibile, segnare nel derby e vincere.
Un pensiero sui tifosi del Chievo.
I tifosi sono stati fantastici, sono rimasti sempre con noi anche nei momenti di difficoltà cercando sempre di darci una mano. Questo ci dava ancora più forza, a volte quando giochi male senti la pressione, ad esempio a Genoa era così. A Verona invece è come una piccola famiglia, i tifosi sono a disposizione e ti danno il benvenuto come se fossi entrato in una vera famiglia.
Lo sai che con quel gol hai scritto la storia del Chievo e non sarai mai dimenticato? Come ci si sente ad essere l’eroe di una tifoseria?
Si, ci penso spesso e sono davvero molto orgoglioso di essere entrato nella storia e sapere che quel gol non sarà mai dimenticato. Spesso i tifosi mi mandano ancora il video di quel gol ringraziandomi, questo vale più di ogni cosa, quando vedi che i tifosi non mi dimenticheranno mai. Quando ogni tanto torno a Verona mi sento davvero bene, la gente non dimentica.
Cosa è successo quando sei andato via? A gennaio hai ricevuto la chiamata del Sassuolo.
A gennaio mi è arrivata l’offerta del Sassuolo che giocava un modulo più giusto per me. Ci siamo però lasciati bene, è stata una decisone concordata, io non farei mai un torto al Chievo, perché non dimentico chi mi ha dato la possibilità di giocare in Serie A.
E dopo quell’addio, non c’è mai stata la possibilità di tornare al Chievo?
No, perché se fosse successo sarei tornato subito, se chiama il Chievo vado più volentieri al Chievo che in qualsiasi altra squadra. Perché il Chievo è il Chievo.
Stai seguendo il campionato del Chievo? Ha iniziato molto bene la stagione.
Si, lo seguo, stanno facendo molto bene e sono in alta classifica. Meritano la serie A, ma la serie B è davvero difficile, non puoi rilassarti mai, qualunque squadra può vincere, spesso anche le squadre che partono male poi possono fare fanno benissimo.
Il mister gioca con il 4-4-2, un modulo perfetto per Lazarevic.
Si, sarebbe perfetto, e ripeto sarebbe bellissimo tornare perché conosco la città e i compagni, penso che possa dare ancora tanto, perché al Chievo sono stato davvero bene e giocavo con il cuore e quando giochi con il cuore non puoi fare male.
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