Si chiude la stagione per il Chievo Verona che non riesce nell’impresa di passare il turno in casa della Spezia. Ripercorriamo le tappe di questo campionato.

La delusione per l’eliminazione dai playoff è molta, ma anche l’orgoglio di essere arrivati alle semifinali è notevole. Una stagione particolare, dove i cambi tra panchina, dirigenza e giocatori sono stati innumerevoli e il Chievo nella sua storia non era abituato a tutto questo. Ha sempre costruito la sua solidità nella massima serie facendo affidamento su un gruppo di giocatori che, a parte qualche piccolo cambiamento, restava praticamente lo stesso. Invece, con la retrocessione in serie B, è stato necessario rifondare, tenendo come veterani solamente quei giocatori che avrebbero poi salutato la squadra proprio a poche giornate dalla fase finale.

Marcolini è partito ad agosto con una rosa molto ampia, composta da giocatori sul piede di partenza e giovani in prestito da altre società con la voglia di far bene. Ogni settimana una partenza o un arrivo e ogni allenamento da ritrovare gli equilibri. L’inizio è stato d’adattamento alla categoria, qualche bella vittoria, alternata da degli scivoloni e soprattutto dalla “pareggite”. La capacità di creare occasioni ma non concretizzarle e accontentarsi molte volte di un risultato “X” è stato il “leitmotiv” della stagione gialloblu.

Dopo il cambio di panchina e l’arrivo di Aglietti, i giocatori hanno trovato nuove motivazioni soprattutto nelle ultime tre vittorie che hanno consentito di chiudere la stagione al sesto posto.

I playoff sono stati affrontati nel modo giusto, dopo il passaggio del turno contro l’Empoli e la vittoria per 2 a 0 contro la Spezia all’andata, nella gara di ritorno probabilmente si è fatta sentire la stanchezza delle fatiche accumulate e l’inesperienza di un gruppo giovane.

Le sorprese in rosa ci sono state: dall’esplosione di Semper e Leverbe dopo un cattivo inizio, all’imprevidibilità di Segre e Garritano, fino ad arrivare alla genialità di Vignato e la potenza di Ceter.

Visto dunque le numerose situazioni delicate che il Chievo ha dovuto affrontare in questo 2019/2020, la stagione non può considerarsi un fallimento, anzi, un anno da cui imparare e programmare la stagione futura correggendo gli errori commessi e ripartendo dai fattori positivi.

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